{"id":1874,"date":"2012-12-10T10:19:14","date_gmt":"2012-12-10T09:19:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/?p=1874"},"modified":"2016-12-29T01:46:24","modified_gmt":"2016-12-29T00:46:24","slug":"scuola-cani-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/scuola-cani-milano\/","title":{"rendered":"Imparare a stare da soli"},"content":{"rendered":"<p>di VALERIA ROSSI \u2013 Sempre pi\u00f9 spesso mi sento chiedere consigli su casi di ansia da separazione (vera o presunta, perch\u00e9 in molti casi si tratta di semplici cani viziati che fanno un po\u2019 di scena per commuovere gli umani, e non di una vera e propria patologia), tanto che ho l\u2019impressione che il proliferare di approcci troppo \u201cbuonisti\u201d e della creazione di rapporti troppo stretti stia causando un netto aumento di casi in cui il cane, anche se non arriva ad essere realmente patologico, non sa stare da solo.<br \/>\nUna lettrice mi ha fatto notare che, pur avendo trattato il tema dell\u2019ansia da separazione e della sua prevenzione, non abbiamo mai dedicato un articolo a \u201ccome insegnare al cane a stare solo\u201d. La lettrice ha ragione e quindi \u00e8 ora di rimediare!<br \/>\nNon si tratta, infatti, soltanto di \u201candarsene\u201d per qualche minuto o qualche ora al giorno: bisogna anche farlo nel modo corretto.<br \/>\nRicordiamo sempre che per il cane l\u2019isolamento \u00e8 una vera e propria punizione, perch\u00e9 lui \u00e8 un animale sociale che vorrebbe vivere sempre all\u2019interno del suo branco (anche quando questo \u00e8 composto solo da umani): in natura i cuccioli imparano presto che per alcuni periodi si deve rimanere da soli (per esempio quando gli adulti vanno a caccia), ma restano comunque in compagnia dei fratellini, mentre il nostro cucciolo, nella stragrande maggioranza dei casi, \u00e8 un \u201ccane unico\u201d e come tale sente maggiormente la solitudine.<br \/>\nImportante, quindi, andare per gradi, evitando che lui si senta appunto \u201cpunito\u201d quando deve restare da solo per un breve periodo, o che si senta addirittura \u201cabbandonato\u201d, sentimento che scatena l\u2019ansia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1879\" style=\"float: left;\" title=\"cucciolo cane milano\" src=\"http:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/cucciolo-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/cucciolo-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/cucciolo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/cucciolo.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/p>\n<p><strong>Come fare<\/strong><\/p>\n<p>a) Inizialmente si dovr\u00e0 semplicemente abituare il cucciolo a non seguirci sempre e dovunque. Tutti noi ci sentiamo quasi gratificati (a volte senza \u201cquasi\u201d) quando il nostro cane ci sta costantemente appiccicato, e raccontiamo orgogliosi agli amici che \u201cci segue anche in bagno\u201d:<br \/>\nEcco, cominciamo proprio da qui: in bagno il cucciolo non ci deve seguire. Quindi, anche se ci sta tampinando, chiudiamogli delicatamente a fermamente la porta in faccia e poi facciamo quello che dobbiamo fare, senza rimanere troppo vicini alla porta ma occupandoci delle nostre faccende facendo comunque capire al cane che \u201csiamo l\u00ec\u201d: facciamo scorrere l\u2019acqua, attacchiamo la lavatrice, tiriamo lo sciacquone. I rumori devono far pensare al cucciolo che noi non siamo fuggiti a Timbuctu, ma che semplicemente vogliamo stare soli per qualche minuto.<br \/>\nE\u2019 probabile che il cucciolo frigni, abbai o raspi per richiamare la nostra attenzione (tipo: \u201cEhi, mi hai dimenticato qui fuori!\u201d).<br \/>\nSe lo fa, ricordiamoci di tornare da lui solo in un momento in cui NON sta facendo casino: questo \u00e8 importantissimo, perch\u00e9 se sbagliassimo i tempi rinforzeremmo i suoi tentativi di richiamarci. Invece lui deve pensare che riappariamo solo quando sta buono e zitto.<br \/>\nQuando il cucciolo avr\u00e0 imparato ad attenderci tranquillo sapendo che siamo nei dintorni, facciamo lo stesso esercizio anche in altre stanze della casa e poi eliminiamo i rumori.<br \/>\nQuesti esercizi dovranno durare inizialmente per due-tre minuti; poi allungheremo gradualmente i tempi, fino ad arrivare a mezz\u2019ora circa. Passiamo sempre agli step successivi solo quando saremo sicuri che in quello precedente abbiamo ottenuto il risultato voluto.<\/p>\n<p>NOTA: se avete un cane adulto che tende a scapicollarsi fuori quando aprite la porta di casa, vi segnalo l\u2019ammennicolo che vedete nella foto a sinistra e che in pratica consiste in un \u201ctrattieni-cane\u201d che pu\u00f2 essere sicuramente utile quando la porta d\u00e0 direttamente su una strada trafficata). Non c\u2019entra molto con i contenuti dell\u2019articolo, ma ho trovato questa foto e siccome l\u2019oggetto mi \u00e8 sembrato utile, vi faccio sapere che esiste (io non ne ero a conoscenza)!<\/p>\n<p>b) quando torniamo dal cane \u00e8 probabile che lui ci faccia la feste come se non ci vedesse da sei mesi: bene, ignoriamolo. Dedichiamoci agli affaracci nostri, come se il cucciolo proprio non ci fosse: solo dopo qualche minuto, chiamiamolo e dedichiamoci un po\u2019 a lui (altrimenti potrebbe credere che siamo arrabbiati con lui) facendolo giocare o dandogli la pappa, se \u00e8 l\u2019ora.<br \/>\nNon dobbiamo MAI fargli pensare che diamo peso al fatto di \u201cessere stati lontani\u201d: questa deve essere percepita come una cosa normalissima, che di tanto in tanto pu\u00f2 accadere e che quindi non merita chiss\u00e0 quali festeggiamenti (o\u2026scuse!) quando finisce.<\/p>\n<p>c) restare soli non \u00e8 un \u201cesercizio\u201d e quindi non richiede comandi, n\u00e9 tantomeno \u201cspiegazioni\u201d. Molte persone si dilungano a \u201craccontare\u201d al cucciolo cose tipo: \u201cStai buono, non aver paura, la mamma torna subito, stai tranquillo che non mi perdi\u2026\u201d e cos\u00ec via.<br \/>\nIn realt\u00e0 il cane non capisce un beatissimo tubo di quello che gli stiamo dicendo: ma capisce che gli stiamo dando attenzione, che ci stiamo dedicando a lui\u2026e poi, di colpo, scompariamo. A quel punto lui vive malissimo la cosa, un po\u2019 perch\u00e9 si chiede se si tratti di una punizione per qualcosa che ha fatto e un po\u2019 perch\u00e9, di colpo, gli togliamo la cosa che ama di pi\u00f9 al mondo, e cio\u00e8 le nostre attenzioni.<br \/>\nPrima di lasciarlo solo, quindi, non parliamogli, non guardiamolo, non diamogli peso. E\u2019 pi\u00f9 facile, per lui, accettare l\u2019allontanamento in un momento che comunque non era particolarmente condiviso.<\/p>\n<p>Attenzione: \u00e8 sicuramente utile, specie per le prime volte, lasciare qualche gioco al cane quando lo lasciamo solo. Per\u00f2 non deve neppure essere una regola fissa. Soprattutto il cane non deve mai pensare che quando gli porgiamo l\u2019osso di pelle o il giocattolo da rosicchiare significa che stiamo per andarcene (e ci mette un nanosecondo a fare questo abbinamento!), perch\u00e9 questo potrebbe indurre in lui un sentimento negativo verso i giochini, che invece ci serviranno come il pane quando cominceremo ad educarlo!<br \/>\nIl gioco o lo snack vanno bene se li intendiamo come passatempo saltuario: ma noi per primi non dobbiamo intenderli come \u201ccontentino\u201d da dare al cane perch\u00e9, poverino, gli stiamo facendo un torto. Se noi viviamo cos\u00ec l\u2019allontamento, finir\u00e0 per viverlo male anche lui. Stare separati ogni tanto \u00e8 una cosa naturale, normalissima, che non deve prevedere \u201cpremi di consolazione\u201d perch\u00e9 NON \u00e8 una cattiveria n\u00e9 una punizione: convinciamocene noi per primi, o diventer\u00e0 tutto molto pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>d) abituiamo il cucciolo al kennel o (se disponiamo di un giardino) al box: ad entrambi il cucciolo andr\u00e0 abituato per gradi, inizialmente rendendoglieli appetibili (e cio\u00e8 inserendoci la ciotola con la pappa, o qualcosa da rosicchiare, o un kong con cui giocare) e abituandolo ad entrarci con allegria. Per le prima volte la porta rester\u00e0 sempre aperta; poi la chiuderemo e lasceremo il cane dentro per un minuto, rimanendo in vista. Poi lo chiuderemo e ci allontaneremo: anche qui si inizia con un minuto e gradualmente si arriva a un\u2019ora. Per far uscire il cane comportiamoci sempre nello stesso modo: se piange, abbaia, raspa, guaisce, il risultato dev\u2019essere lo zero assoluto. Non dobbiamo neppure sgridarlo, perch\u00e9 questo significa \u201cattenzioni\u201d e quindi rinforza il comportamento. Dobbiamo ignorarlo completamente e aprire la porta SOLO quando si sar\u00e0 messo calmo e tranquillo.<\/p>\n<p>Questi piccoli e semplicissimi esercizi solitamente bastano e avanzano per far capire al cucciolo che \u201cstare sempre insieme non si pu\u00f2\u201d e che comunque, anche se va via, il capo torna sempre. Basta avere un po\u2019 di pazienza.<br \/>\nRicordiamo che nessuno ha ancora scoperto esattamente che tipo di \u201csenso del tempo\u201d abbia il cane: si ritiene per\u00f2 che lui viva sempre e solo nell\u2019attimo presente e che quindi non sia in grado di capire se \u00e8 passato un minuto o un\u2019ora. Infatti le manifestazioni pi\u00f9 eclatanti dell\u2019ansia da separazione si verificano quasi sempre nella prima mezz\u2019ora dopo l\u2019allontanamento degli umani (mentre sarebbe pi\u00f9 logico che il cane stesse tranquillo per un po\u2019 e si mettesse a fare il matto solo quando \u00e8 passato parecchio tempo e lui comincia a temere che non torniamo pi\u00f9).<br \/>\nQuesto significa che, una volta raggiunto il limite di mezz\u2019ora circa senza che il cane dia manifestazioni di nervosismo,si pu\u00f2 essere relativamente sicuri che \u201cabbia imparato a stare solo\u201d senza preoccuparsi e che possa quindi restarci anche per un\u2019intera serata. Non serve, quindi, prolungare ulteriormente gli esercizi. Serve invece tenere il cane \u201callenato\u201d, ripetendo ogni tanto proprio gli esercivi di routine anche quando non dobbiamo andare da nessuna parte: dieci minuti con una porta chiusa che ci divide, un po\u2019 di tempo passato nel kennel o nel box, qualche uscita di casa lasciando il cane ad attenderci. In questo modo il cane imparer\u00e0 a controllare l\u2019ansia, si convincer\u00e0 che torniamo sempre da lui e, dopo qualche tempo, cadr\u00e0 addormentato come un sasso non appena ci vedr\u00e0 uscire di casa, anzich\u00e9 mettersi ad abbaiare o a distruggere tutto.<\/p>\n<p>Piccola parentesi a parte per quanto riguarda la camera da letto: personalmente consiglio sempre di tenere il cucciolo in camera con noi la prima notte, per evitargli il doppio trauma del cambio di ambiente + separazione dal suo nuovo branco.<br \/>\nUna volta che il piccolo si sar\u00e0 convinto davvero di aver trovato la sua famiglia (e cio\u00e8 dopo due-giorni), \u00e8 bene che cominci ad imparare a stare fuori dalla camera per la notte (a meno che, ovviamente, non abbiamo deciso di tenerlo con noi per sempre).<br \/>\nIl segreto per ottenere che questo avvenga senza stress n\u00e9 traumi sta nella cuccia: il cane deve pensare che \u201cnotte\u201d equivalga a \u201cstare nella sua cuccia\u201d (o tappeto, o brandina che sia). Quindi dovremo mettere inizialmente la cuccia in camera, a fianco del nostro letto, e poi spostarla gradualmente, notte per notte, di un metro circa fino a quella che sar\u00e0 la sua posizione finale (anche in un\u2019altra stanza).<br \/>\nLo spostamento graduale non sar\u00e0 quasi recepito dal cane (un metro alla volta gli d\u00e0 l\u2019impressione di essere \u201csempre l\u00ec\u201d). La prima volta che sposteremo la cuccia fuori dalla camera lasceremo la porta aperta, poi potremo anche chiuderla: anche perch\u00e9, nel frattempo, avremo continuato il programmino di \u201caddestramento alla solitudine\u201d e quindi il cucciolo sar\u00e0 gi\u00e0 abituato all\u2019idea che le porte possono chiudersi, ma che nessuno lo abbandoner\u00e0 mai.<br \/>\nPer il cucciolo proprio piccolissimo, appena arrivato a casa nostra, un tempo si consigliava l\u2019uso di una sveglia meccanica che, con il suo tic tac, imitava il battito cardiaco della mamma: la mia esperienza mi dice che la sveglia funziona solo con alcuni cuccioli, mentre altri non ne traggono alcun giovamento. Al contrario, praticamente tutti i cuccioli con cui ho avuto a che fare hanno trovato conforto nella presenza di un peluche: e siccome adesso esistono i peluche scaldaletto, che si possono scaldare nel forno tradizionale o in quello a microonde e mantengono il tepore per un paio d\u2019ore, ne consiglio sicuramente l\u2019uso. Una cosa pelosa e calda \u201csa di mamma\u201d (o di fratellino) molto pi\u00f9 di una cosa fredda e meccanica che fa tic tac e aiuta il piccolo a superare la sensazione di solitudine per le prime notti. E quando il cane si sar\u00e0 abituato\u2026il peluche \u2013 se sar\u00e0 \u201csopravissuto\u201d, perch\u00e9 qualche cucciolo giocher\u00e0 sicuramente a rosicchiarlo \u2013 potremo metterlo nel nostro letto nelle notti d\u2019inverno!).<\/p>\n<p>Articolo di Valeria Rossi &gt;\u00a0<a title=\"articolo cane inappetente\" href=\"http:\/\/www.tipresentoilcane.com\/\">www.tipresentoilcane.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VALERIA ROSSI \u2013 Sempre pi\u00f9 spesso mi sento chiedere consigli su casi di ansia da separazione (vera o presunta, perch\u00e9 in molti casi si tratta di semplici cani viziati che fanno un po\u2019 di scena per commuovere gli umani, e non di una vera e propria patologia), tanto che ho l\u2019impressione che il proliferare&nbsp;&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[105,100,102,95,103,97,104,106],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1874"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1874"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2876,"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1874\/revisions\/2876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lucameneghetti.it\/addestramento\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}